Rizoartrosi: quando il dolore alla base del pollice limita la mano
La rizoartrosi, o artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpale (CMC) del pollice, è una condizione molto frequente che interessa l’articolazione alla base del pollice.
Può provocare dolore, rigidità, riduzione della forza e difficoltà nei gesti quotidiani, soprattutto nelle attività che richiedono di afferrare, pinzare o ruotare un oggetto: aprire un barattolo, girare una chiave, utilizzare le forbici, scrivere, cucinare, usare il telefono o svolgere attività lavorative e sportive.
La presenza di artrosi, tuttavia, non significa necessariamente avere dolore né dover rinunciare a utilizzare la mano. Le alterazioni visibili agli esami radiologici e i sintomi percepiti dal paziente non sempre coincidono. Per questo motivo il trattamento non dovrebbe essere rivolto esclusivamente all’immagine radiografica, ma soprattutto alla persona, ai suoi sintomi e alle attività che desidera recuperare.
Perché compare?
La rizoartrosi è una condizione multifattoriale.
L’articolazione alla base del pollice è estremamente mobile e permette al pollice di opporsi alle altre dita, caratteristica fondamentale per la funzione della mano. Proprio per questa sua particolare biomeccanica è sottoposta quotidianamente a sollecitazioni importanti.
Con il tempo possono modificarsi la cartilagine, l’osso e gli altri tessuti articolari. Possono inoltre contribuire fattori anatomici, biomeccanici, ormonali, precedenti traumi, lassità articolare, attività ripetitive e caratteristiche individuali.
È particolarmente frequente nelle donne e la sua prevalenza aumenta con l’età.
Quali sono i sintomi?
I sintomi possono essere molto diversi da persona a persona.
Tra i più frequenti troviamo:
- dolore alla base del pollice;
- dolore durante la presa o la pinza;
- difficoltà nell’aprire barattoli o bottiglie;
- dolore nel girare una chiave o una maniglia;
- riduzione della forza;
- rigidità;
- affaticamento della mano;
- difficoltà nelle attività lavorative, domestiche o sportive;
- nei quadri più avanzati, modificazioni della posizione del pollice.
Non tutti i pazienti presentano gli stessi sintomi e soprattutto la gravità radiografica non determina automaticamente la gravità del dolore o della disabilità.
La rizoartrosi si può trattare senza chirurgia?
Sì. Le principali linee guida internazionali indicano il trattamento conservativo come primo approccio alla rizoartrosi sintomatica.
La gestione moderna è generalmente multimodale e può comprendere educazione e strategie di autogestione, modifica temporanea delle attività più irritanti, esercizio terapeutico e utilizzo di ortesi/tutori quando indicato.
L’obiettivo non è semplicemente “proteggere” il pollice evitando di utilizzarlo, ma trovare il corretto equilibrio tra gestione dei carichi, movimento e recupero della funzione.
Il ruolo della terapia della mano
Il trattamento viene costruito sulla base della valutazione individuale.
Durante la valutazione possono essere analizzati:
Dolore e irritabilità dei sintomi
Quando compare il dolore, quali attività lo provocano, quanto persiste e quanto interferisce con la vita quotidiana.
Mobilità
Viene valutato il movimento del pollice e delle articolazioni che partecipano alla funzione della mano.
Forza
La forza globale della mano e le diverse modalità di pinza possono essere misurate con strumenti specifici.
Controllo e stabilità del pollice
Non conta soltanto quanto è forte il pollice, ma anche come viene utilizzato durante il movimento e durante la presa.
Attività quotidiane
Si analizzano i gesti realmente importanti per il paziente: lavoro, sport, cucina, scrittura, hobby e attività domestiche.
Educazione e gestione del carico
Una parte fondamentale del trattamento consiste nel comprendere come utilizzare la mano senza alternare sovraccarico ed eccessiva protezione.
Il terapista può aiutare il paziente a modificare temporaneamente alcuni gesti, distribuire meglio i carichi, utilizzare prese più efficienti e trovare strategie che permettano di continuare le proprie attività.
L’obiettivo non è smettere di usare il pollice, ma imparare a gestirlo meglio.
Esercizio terapeutico
L’esercizio rappresenta una componente importante della gestione dell’artrosi della mano secondo le raccomandazioni internazionali.
Il programma può comprendere esercizi finalizzati a:
- mantenere o recuperare la mobilità;
- migliorare la forza;
- allenare la muscolatura del pollice;
- migliorare il controllo neuromuscolare;
- favorire la stabilità dinamica dell’articolazione;
- recuperare progressivamente le attività che provocano difficoltà.
Gli esercizi non sono necessariamente uguali per tutti: tipo, intensità, numero di ripetizioni e progressione devono essere adattati alla fase clinica e alla risposta del singolo paziente.
Tutori: servono davvero?
In alcuni pazienti sì.
Le ortesi per la base del pollice sono raccomandate dalle principali linee guida e possono contribuire alla gestione del dolore e delle attività più impegnative.
Non esiste però un unico tutore ideale per tutte le persone.
Il terapista della mano può valutare se sia preferibile un tutore morbido o rigido, prefabbricato o confezionato su misura e soprattutto quando utilizzarlo: durante determinate attività, per periodi specifici o, in alcuni casi, durante la notte.
Il tutore non dovrebbe necessariamente diventare qualcosa da indossare continuamente: deve essere inserito all’interno di una strategia riabilitativa più ampia.
E la terapia manuale?
Tecniche di terapia manuale possono essere utilizzate come complemento del programma riabilitativo, soprattutto per la gestione dei sintomi e della mobilità.
Alcuni studi hanno evidenziato effetti a breve termine sul dolore e su alcuni parametri funzionali, ma la terapia manuale non dovrebbe sostituire educazione, esercizio e autogestione, che rimangono elementi centrali del percorso conservativo.
Quando si prende in considerazione la chirurgia?
La presenza di rizoartrosi alla radiografia non rappresenta da sola un’indicazione chirurgica.
Le raccomandazioni più recenti propongono un percorso progressivo: inizialmente trattamento non invasivo e autogestione supportata; quando necessario possono essere considerate ortesi e altre opzioni terapeutiche. La valutazione chirurgica trova spazio soprattutto nei pazienti con sintomi persistenti e importanti limitazioni nonostante un adeguato percorso conservativo.
Il nostro obiettivo
In PhysioV il paziente con rizoartrosi viene valutato considerando non soltanto l’articolazione, ma soprattutto la funzione della mano e le esigenze della persona.
Il percorso può comprendere valutazione specifica della mano e del pollice, misurazione della forza e della pinza, educazione, esercizio terapeutico progressivo, terapia manuale quando indicata, realizzazione o scelta del tutore e strategie per il ritorno alle attività quotidiane, lavorative e sportive.
L’obiettivo è permettere al paziente di tornare a utilizzare la propria mano con maggiore sicurezza, forza e autonomia, evitando che la diagnosi di artrosi diventi automaticamente sinonimo di immobilità o rinuncia alle proprie attività.